
La prima delle “GIUSEPPE LOCATI LECTURES”
Data – 16 ottobre 2025
Luogo – Le Village by Crédit Agricole, Milano ed online
Tema
Interdisciplinarità e unità del sapere: la dimensione umanistica della ricerca scientifica
Relatore: Prof. Giuseppe Tanzella-Nitti
Correlatore e Discussant: Prof. Francesco Valagussa
Critico d’arte – Luigi Marsiglia
Testimonianza – Dott. Giacomo Maria Arrigo
Moderatrice – Dott.ssa Milena Provenzi
Vincitrici Ex Equo


La Dottoressa Angelica Crosato ha conseguito la laurea triennale in lettere moderne presso l’Università degli Studi di Padova (110 cum laude), discutendo una tesi intitolata: “Strutture dell’ambivalenza e figure dell’alterità. Il personaggio femminile della novellistica di Federigo Tozzi”.
Ha completato la laurea magistrale in Filologia Moderna presso la stessa Università (110 cum laude), con una tesi interdisciplinare sul rapporto tra Primo Levi e la scienza, intitolata: “La scrittura “scientifica” di Primo Levi: Fascino e inquietudine fra astronomia, genetica e cibernetica”.
I suoi interessi di ricerca si concentrano principalmente sull’emergere di strutture di
Ambivalenza nella letteratura contemporanea e sugli studi interdisciplinari che indagano il rapporto tra letteratura e scienza.
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La Dottoressa Valentina Montesano ha conseguito la laurea triennale in sociologia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca (110 cum laude)
Ha completato la laurea magistrale in Scienze Marine presso la stessa Università e l’Università delle Maldive (110 cum laude) con una tesi interdisciplinare redatta in collaborazione con l’Università di Tokyo dal titolo: “Sea of changes. Japanese social actors’ understanding of and relationship with the sea, and their implications for conservation”
Da settembre 2025 è dottoranda presso l’Università di Uppsala, in Svezia, al campus Gotland, presso il dipartimento di Scienze della Terra, sul tema della biodiversità marina e il ruolo dei consumatori.
L’elaborato che stiamo premiando è già stato illustrato e discusso alla conferenza ICYMARE 2025 a Bremerhaven, in Germania.
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L’interdisciplinarità delle scienze e l’unità del sapere nel pensiero di Giuseppe Locati
Nel pensiero di Giuseppe Locati, l’interdisciplinarità non è una semplice metodologia, ma una necessità profonda per comprendere la realtà in tutta la sua complessità. La sua opera – che unisce filosofia, arte, scienza e spiritualità – nasce proprio dall’esigenza di superare i confini tra le discipline e costruire una visione unitaria del sapere.
Locati ha sempre rigettato una concezione frammentaria della conoscenza, sostenendo che solo un approccio integrato, capace di far dialogare la cultura umanistica con quella scientifica, può cogliere i significati più profondi dell’esistenza. Nei suoi scritti, parla esplicitamente della necessità di una “ragione aperta“, capace di opporsi al riduzionismo e di abbracciare la complessità del reale.
Nella sua produzione artistica e teorica, l’interdisciplinarità si manifesta nell’incontro tra la riflessione filosofica e la forma visiva, tra logica matematica e intuizione estetica. Le sue sculture e le sue tele non sono mai solo opere formali, ma vere e proprie “grafie del pensiero”, visualizzazioni di un’elaborazione che si muove tra astrazione e concretezza, tra simbolo e concetto.
Locati parla di “filoscienza”, un neologismo da lui coniato per esprimere l’impossibilità di separare la ricerca scientifica dalla riflessione filosofica. La realtà, secondo lui, è un’unità poliedrica: materia e spirito, percezione sensibile e linguaggio, analisi razionale e meditazione interiore convivono come aspetti di un’unica verità in divenire.
Il suo pensiero si fonda sull’idea che le parole, le immagini e i numeri siano strumenti imperfetti, ma indispensabili, per avvicinarsi alla verità. La conoscenza è dunque sempre un processo relazionale, mai concluso, che richiede apertura, precisione e consapevolezza dei propri limiti. In questo senso, Locati propone un nuovo modo di pensare, in cui ogni disciplina non è fine a sé stessa, ma parte di un percorso condiviso verso la comprensione del mondo.
Il suo esempio ci ricorda che l’unità del sapere non è un’utopia astratta, ma un’esigenza concreta, attuale e attuabile, da perseguire con rigore, immaginazione e spirito critico.
Un dialogo culturale di confronto a partire dalle università ma aperto a tutti, a chiunque voglia approfondire e confrontarsi su queste tematiche.








